Posts Tagged: USA


27
Apr 12

#OccupytheBridge: gli attivisti progettano di bloccare il Golden Gate a SF il Primo Maggio #mayday #generalstrike

Aveva ragione Andrea Salvadore, nell’intervista video pubblicata a gennaio, il movimento OccupyWallStreet si sposta progressivamente ad Ovest programmando lì, nel suo risveglio, le azioni più clamorose.
Gli attivisti di San Francisco, con i lavoratori e i sindacati, progettano di bloccare il Golden Gate Bridge il primo maggio, in concomitanza della giornata di protesta generale, in supporto degli operai che lavorano per il Golden Gate Bridge Highway and Transportation District, col contratto scaduto da luglio scorso e con proposte di rinnovo peggiorative, in particolare per l’assistenza sanitaria.
Sarebbe un’azione sensazionale per l’estensione e per il luogo.
Non a caso (o forse sì) uno dei luoghi di raduno è nel quartiere Haight-Ashbury, vicino al Golden Gate Park, culla della Summer of Love del 1967.


4
Apr 12

spray al peperoncino sugli studenti che protestavano dentro il Santa Monica College

Durante una manifestazione contro i tagli all’istruzione all’interno del Santa Monica College la polizia dell’istituto ha usato lo spray al peperoncino sugli studenti, generando il caos e l’evacuazione dell’edificio.

La vicenda ricorda il clamoroso attacco della polizia contro il sit-in pacifico di studenti a UC Davis.

per approfondire (EN)


15
Mar 12

il feed della Fed: la #FederalReserve disintermediata

Varato il profilo della Federal Reserve USA su Twitter.
Bernanke cerca nuovi consensi proprio online?
Sono curioso di vedere il classico linguaggio dico-ma-non-dico declinato in 140 caratteri.

Save the dates: Chmn #Bernanke speaks about the Fed and the financial crisis: 3/20, 22, 27, 29, 12:45 p.m. http://t.co/cvRTTsV1 #FedLectures
@federalreserve
Federal Reserve

17
Feb 12

quando la politica estera si fa anche su Twitter #USA #Russia


15
Feb 12

Linsanity: la bella storia di Jeremy Lin #NBA

Spesso non si vede l’ora di dire che il sogno americano è infranto ma quella di Jeremy Lin è una bella storia di sport che può insegnare qualcosa anche a noi.
Partiamo da oggi:

Questo ragazzo con l’aspetto da secchione che ferma il gioco, aspetta gli ultimi secondi e piazza un tiro da 3 punti in faccia al proprio marcatore dei Toronto Raptors è la nuova stella del basket (e dello sport) americano e sta facendo impazzire New York e i tifosi dei Knicks, che hanno coniato un termine per questa improvvisa mania: Linsanity.
È uno dei pochissimi giocatori americani di origine asiatica nella storia del basket USA, l’unico in questo momento, e sta incendiando non solo questa numerosissima etnia ma tutti gli appassionati.
La sua maglietta n.17 è vendutissima, lo shopping online dei New York Knicks ha subito un incremento del 3000% e i prezzi al Madison Square Garden sono lievitati del 20%.
È sempre una questione di business in America, ed è un aspetto fondamentalmente costruttivo rispetto, per esempio, al nostro calcio in cui spesso la proprietà di un team è uno strumento politico o industriale.

E dire che fino a 17 giorni fa Jeremy Lin era una riserva, con frequenti apparizioni nella lega minore (la NBA D-League) e in procinto di essere venduto.
Come è stato possibile che questo campione sia passato inosservato attraverso le molteplici selezioni e le rigide procedure di successo dello sport americano?
Il motivo, forse, è nella sua diversità: non è un muscoloso gigante nero, tatuato e rasato artisticamente, che esplode potenza nei primi secondi di gioco.
Jeremy macina canestri, tattica e tecnica nell’arco di tutta la partita, facendo da legante alla squadra (anche fuori dal campo, dicono) e raccogliendo statistiche eccellenti in ogni ambito.
Lo paragonano a Steve Nash ma a me, con una buona dose di romanticismo, sembra un Larry Bird moderno. Continue reading →


31
Jan 12

Obama a confronto con gli elettori su Google+ Hangout (video) #askobama

via Luca Perugini


25
Jan 12

lo Stato dell’Unione in slide, video e parole #SOTU #Obama

Il discorso sullo Stato dell’Unione (State of the Union) di Barack Obama pronunciato stanotte (ora italiana) illustrato in slide, a cura della Casa Bianca.

 

Il discorso completo di Obama, affiancato da queste slide:

La nuvola di tag del lungo discorso sullo Stato dell’Unione, le parole più usate da Obama.
Oltre ai classici nazionali (America, americans, people ecc.) si può notare tra gli altri jobs, college, energy, gas, right, oil, debt, clean e un curioso fortuito accostamento grafico tra pay e back (payback può significare rimborso, di un prestito).
C’è quindi una rappresentanza di quasi tutti i temi sul tavolo in questo periodo, compresa la conversazione avviata da Occupy Wall Street.

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C’è anche un video che racconta il dietro le quinte del discorso, un processo di definizione che senza dubbio non deve essere semplice:


20
Jan 12

l’assalto a Megaupload del Governo USA e la risposta di Anonymous #primaguerradigitale

Il giorno dopo le proteste online contro SOPA e PIPA e il tramonto della prospettiva di vedere queste leggi approvate (anche grazie all’annunciato veto della Casa Bianca) l’FBI ha azzerato il servizio online Megaupload.
Grazie al fatto di avere una parte dei server in Virginia (e il dominio USA) il Dipartimento di Giustizia ha chiuso il sito e sequestrato i server della società operante a Hong Kong.
Inoltre ha coordinato con la polizia neozelandese l’arresto del fondatore e tre soci a Auckland, nessuno dei quali cittadino o residente in USA. Continue reading →


16
Jan 12

Occupy Wall Street con Andrea Salvadore: un movimento profondamente americano #OccupyWallSt #OWS

Con questa intervista ad Andrea Salvadore iniziamo una breve serie di approfondimenti sul movimento Occupy Wall Street: Andrea è un regista, autore e documentarista italiano, vive a New York e rappresenta lo sguardo attento di un italiano verso la realtà americana. Segue il movimento fin dall’inizio, ed ha anche realizzato un bel documentario su Zuccotti Park, andato in onda sulla RAI.

Innanzitutto abbiamo chiesto ad Andrea in quale modo i manifestanti siano riusciti ad occupare un luogo così importante per l’economia mondiale senza un vero e proprio supporto politico o dei sindacati, utilizzando peraltro solo il proprio tempo libero. Andrea vede il movimento stesso come frutto delle aspettative che la campagna elettorale di Obama aveva creato, ma la sua singolarità è l’uso che è stato fatto dei social media e della comunicazione. [video]

La diversità di istanze e gruppi all’interno del movimento è stata considerata da molti un punto di debolezza, ma secondo Andrea è in realtà la sua vera forza, quello che veramente unisce i manifestanti. Naturalmente anche la cultura digitale, la crisi economica e la presenza del luogo simbolo Zuccotti Park hanno contribuito in varia misura, ma quella della coesistenza di anime diverse all’interno del movimento è una caratteristica molto americana, che rafforza le istanze invece di sfibrarle. [video]

Quella di OWS è quindi una conversazione sull’ineguaglianza che non ha obiettivi immediati, ma che sicuramente avrà degli sviluppi, ripercussioni ed echi nella campagna elettorale. Andrea ha spiegato inoltre il meccanismo che ha “drogato” la democrazia americana negli ultimi anni, lo stesso che ha portato alla deregolamentazione delle banche, con il conseguente potere di fare leverage e di impacchettare i titoli derivati che hanno poi portato alla crisi economica. [video]

Il movimento rimane quindi profondamente americano, relativamente indipendente dalle strumentalizzazioni politiche e sindacali, e in questo si distingue nettamente dai movimenti italiani. Si tratta di una conversazione divenuta ormai maggioritaria, e in quanto tale non più ignorabile. [video]

E’ difficile stabilire se un eventuale legame tra Occupy Wall Street e la Primavera Araba si sia effettivamente formato, ma i portavoce del movimento sostengono di aver raccolto molti messaggi e molti modi di comunicare da Piazza Tahrir, e di esserne stati molto influenzati. [video]

Abbiamo parlato anche del cambiamento di filosofia e visione che accompagna il passaggio del movimento da est a ovest, fenomeno ormai già in atto anche per una questione pratica, legata al clima rigido dell’inverno sulla East Coast. Infatti i nuovi epicentri del movimento sono Oakland e Portland, che così incorpora anime ancora più diversificate che a NY. [video]

Infine Andrea ha espresso la sua riflessione in merito a quello che sarà il peso delle istanze dei veterani all’interno del movimento e al futuro del movimento stesso nei prossimi mesi. [video]

Buona visione!


30
Dec 11

la reazione di Hitler alla legge #SOPA (Stop Online Piracy Act) #meme

Uno dei meme più celebri della Rete viene usato da American Censorship per informare sulla legge SOPA, di imminente approvazione in USA, che potrebbe diventare un potenziale strumento di censura o limitazione di libertà d’espressione.
L’aspetto curioso è che proprio questo popolarissimo meme, relativo sempre alla stessa breve sequenza tratta dal film “Downfall” (2004), è stato in passato ostacolato dalla stessa casa detentrice dei diritti, la Constantin Film AG, nonostante l’indubbia popolarità portata dal meme stesso a un film sostanzialmente d’autore.


22
Dec 11

e gli USA si preparano a usare sempre più droni in operazioni di polizia interna #occupywallst #privacy

Non è una novità nel panorama americano (in California molte autostrade segnalano il pattugliamento aereo) ma con dispositivi sempre più piccoli ed economici le cose potrebbero iniziare a cambiare.
Si parla non solo del drone Predator B (usato anche in Aghanistan) in versione disarmata ma di altri velivoli (come mini-elicotteri) resi legali da una possibile nuova regolamentazione della FAA (Federal Aviation Administration).
L’ inchiesta di Jillian Rayfield

One Nation Under The Drone: The Rising Number Of UAVs In American SkiesA secret air show in Houston. An unmanned blimp in Utah. A sovereign citizen arrested in North Dakota. Each of these is just one small part of the bigger story of the proliferation of unmanned aircraft use within the U.S., and each is likely to become smaller still if the FAA goes through with plans to loosen regulations governing domestic use of drones.

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20
Dec 11

il piccolo aereo che si schianta sulla Interstate 287 nel New Jersey (video)

Vicino la cittadina di Morris non lontano dall’aeroporto di Teterboro, si parla di 3 morti.

Deadly Plane Crash On I-287: MyFoxNY.com