Posts Tagged: Twitter


15
Mar 12

il feed della Fed: la #FederalReserve disintermediata

Varato il profilo della Federal Reserve USA su Twitter.
Bernanke cerca nuovi consensi proprio online?
Sono curioso di vedere il classico linguaggio dico-ma-non-dico declinato in 140 caratteri.

Save the dates: Chmn #Bernanke speaks about the Fed and the financial crisis: 3/20, 22, 27, 29, 12:45 p.m. http://t.co/cvRTTsV1 #FedLectures
@federalreserve
Federal Reserve

6
Mar 12

i fake uccidono Fidel Castro su Twitter, e alcuni non colgono l’ironia

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Twitter è percorso quotidianamente da voci, battute, provocazioni, assurdità e ogni tanto qualcuna di queste riesce a galleggiare, ingannare i più e diventare una bufala.
Ma è quasi sempre relativamente semplice, ancorché faticoso, risalire alla fonte e svelarla.
Diverso è il caso in cui sono i fake (profili fittizi creati per parodiare un personaggio, permessi da Twitter) ad annunciare una notizia.
È il caso della presunta (nuova) morte di Fidel Castro annunciata da un gruppo di fake tra cui quello del nostro Presidente Monti.
Il primo è stato quello del Ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos:

El Gobierno de Cuba informa ahora nuestro Gobierno de la muerte de Fidel Castro en La Habana a las 2h.
@DeGuindosEco
Luis de Guindos

Poi un altro fake dello stesso:

El Ministro de Economìa y Planificacion de Cuba me informa de la muerte de Fidel Castro, en La Habana a las 2h.
@Ldeguindos
Luis de Guindos

Poi arriva il Commissario Europeo per l’Economia Olli Rehn:

From the Government of Cuba to EU Commission: Fidel Castro dies today at 2h (local time).
@OlliRehn1
Olli Rehn

Infine il nostro Mario Monti:

Fonti del Governo di Cuba mi comunicano la notizia della morte di Fidel Castro. Attendiamo conferme ufficiali.
@presMarioMonti
Mario Monti
La notizia della scomparsa di Fidel Castro mi viene ora confermata anche dal Vice Presidente della Commissione UE Olli Rehn. (@)
@presMarioMonti
Mario Monti

Sono tutti finti, è facile capirlo dal numero di tweet, dal numero di follower e la data recente di creazione (oltre che per altri colpi passati).
Eppure è bastata una foto “ufficiale”, un linguaggio istituzionale e una biografia copiata per accreditarli agli occhi di qualcuno e lasciare che il messaggio passasse in parte, almeno fino alle prime verifiche e filtri di altri online, e generando un Trending Topic su Twitter (altro fattore che tende ad accreditare una news, per quanto strampalata essa sia).
Sono delle boutade più o meno divertenti, sicuramente surreali, di cui bisognerebbe cogliere l’ironia fin dall’inizio (invece di lanciare strali e chiamare in causa la Polizia Postale), e infatti per molti diventa l’occasione per scatenarsi in battute sull’argomento.
Ma possono essere anche dei modi, da parte di qualcuno, per testare la diffusione della disinformazione, i suoi effetti e tempi e il grado di credulonità dei frequentatori su Twitter.
Bisogna dargli la giusta attenzione.

Certamente non è qualcosa che può essere trattata con un modello giornalistico tradizionale, considerando Twitter come se fosse un lancio d’agenzia, tra “ribattute”, “bufale” e punti interrogativi (manca solo il “è giallo”):

Fidel è morto (di nuovo): la notizia vola su Twitter, bufala o realtà?Era già successo, ma questa volta potrebbe non trattarsi di una bufala. Secondo voci (#Ldeguindos) su Twitter Fidel Castro sarebbe morto stanotte alle 2 (ora di Cuba). Nessun commento ufficiale, ma spopolano le condoglianze dei “cloni”, dal falso Mario Monti (@presMarioMonti) al falso Olly Rehn (@OllyRehn1). L’ennesimo tormentone o la verità?

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Forse proprio questo approccio rischia eventualmente di consolidare una “bufala”, di crearla involontariamente o comunque di non fare molta chiarezza ai più su cosa sia Twitter e a cosa possa servire.


28
Feb 12

Twitter e il giornalista inviato nel mondo #GTAsia


25
Feb 12

Twitter e giornalismo: #Rters vs @FGoria


17
Feb 12

quando la politica estera si fa anche su Twitter #USA #Russia


17
Feb 12

Twitter inizia ad aprire i promoted tweets a tutti con American Express, bonus di 100$

Proud to announce we're rolling out our Self-Serve product to the next 10,000 businesses w help from American Express: https://t.co/zzZ9fpPv
@adambain
adam bain

Twitter accelera il programma di advertising della propria piattaforma.
Da fine Marzo sarà possibile per 10.000 piccoli e medi operatori acquistare promoted tweets (i tweet promozionali che si vedono negli stream sul sito) direttamente, senza passare dal reparto vendite.
Partner di questa iniziativa è American Express che fornirà anche un bonus di 100$ ai primi 10.000 possessori delle sue carte che da oggi si registreranno per questa iniziativa.
Twitter aveva già iniziato l’anno scorso una sperimentazione con un piccolo gruppo di 10 operatori ed è possibile che nei prossimi mesi ci sia un’apertura ancora maggiore e l’allargamento ad altri servizi di pagamento elettronico.
Questa prudenza a scalare l’iniziativa, che è cruciale per il fatturato di Twitter che potrebbe così arrivare a 260 mln$ quest’anno, corrisponde alla volontà da sempre di proporre advertising di qualità e tenere lontano gli spammer.

via AdAge


13
Feb 12

#republiktwitter il primo film su Twitter è indonesiano

Sito ufficiale, via GlobalPost.


30
Jan 12

6 motivi per cui la nuova policy sulla censura di Twitter è un compromesso accettabile #twittercensorship

Non piace a nessuno la censura imposta dall’alto, tantomeno su Internet e sui Social Media.
Quindi dopo la pubblicazione del post di Twitter che annuncia l’introduzione di una censura “selettiva”, per nazione, in osservanza ad eventuali leggi o richieste locali si è diffuso il malcontento sulla piattaforma, portando alla proposta di uno sciopero dei tweet per il 28 gennaio (con poco seguito) o addirittura il passaggio ad altre piattaforme.
In realtà la mossa di Twitter dovrebbe essere vista come un compromesso accettabile per almeno 6 motivi:

  1. Twitter è un’azienda reale con sede negli USA e leggi con cui dover avere a che fare in ogni nazione.
    La possibilità di dover cancellare dei contenuti (per esempio quelli pedo-pornografici) è richiesta ovunque, ed è già attiva, solo che ora un tweet viene censurato senza distinzione di  lingua e nazione.
    In alternativa ci sarebbe il rischio di cancellazione del servizio nei Paesi in cui ci fosse un conflitto legale.
    Certo sarebbe molto bello avere una piattaforma simile a Twitter, con la stessa diffusione globale, sviluppo tecnico, potenza di server e connessioni, decentralizzata e senza controllo gerarchico ma non è certo quello che si può pretendere da un’azienda commerciale.
  2. Uno dei timori più diffusi è che sia una mossa per poter sbarcare in Cina, dove le richieste di censura sono continue.
    Oggi Twitter è ufficialmente bloccato in Cina ma con semplici accorgimenti è possibile usarlo ugualmente.
    Ebbene è improbabile che Twitter arrivi in Cina.
    Oggi viene preferito dai cinesi (attivisti e non) proprio perché permette di esprimersi in libertà, a differenza dei concorrenti locali, perché mai dovrebbe perdere questa sua specifica sottoponendosi al controllo di Pechino?
    Se Twitter aprisse una sede in Cina che vantaggio avrebbero i cinesi a usarlo rispetto ai più diffusi Weibo?
    Lo dice Ai Weiwei, celebre artista e dissidente cinese:
    推若审查,我即停推。 RT @: @ 商人在商言商,道这东东,能像谷歌那样最好,不能也不能强求。
    @aiww
    艾未未 Ai Weiwei

    Si può tradurre: “se Twitter introdurrà la censura in Cina io smetterò di usarlo”.
    Ai Weiwei è un dissidente cinese sotto stretta sorveglianza che è stato anche imprigionato a lungo nel 2011.
    Lui, come altri dissidenti, usa molto Twitter: da maggio 2009 ha collezionato più di 120.000 follower scrivendo quasi 67.000 tweet, praticamente tutti in cinese (quindi rivolgendosi ai propri concittadini).
    Questo tweet è stato preso come un allarme da molti attivisti ma in realtà rappresenta una semplice constatazione causale.
    Altro fattore importante, anche dal punto di vista commerciale il divario con i concorrenti laggiù è ormai insuperabile.
  3.  Twitter specifica che censurerà non dietro semplice richiesta di chiunque ma in rispetto a precise legislazioni locali e richieste ufficiali.
    Questo esclude naturalmente i Paesi in cui la libertà d’espressione è così a rischio che coincide con l’impossibilità di esistere per lo stesso Twitter.
    Il timore di molti è: e se cambiano le legislazioni dei paesi democratici mettendo a rischio la libertà d’espressione (come i recenti casi SOPA e PIPA)? In tal caso non credo ce la si debba prendere con Twitter ma con i rispettivi Governi.
  4. La censura localizzata di un tweet, per lingua o nazione, permette di continuare a mostrare lo stesso tweet nelle altre lingue e avvisa chiaramente gli utenti censurati in  questo modo:

    Embedly Powered

    via Twimg

    D’altronde l’impatto eventuale di una censura di questo tipo per gli attivisti di un Paese in rivolta (ricordando ancora che Twitter non ha interesse a farlo per le dittature) sarebbe molto basso.
    Sia perché gli attivisti si organizzano con più social network insieme (spesso Facebook per organizzarsi prima e Twitter per tenersi in collegamento durante le azioni), sia perché l’uso di Twitter per far conoscere la situazione al resto del mondo (una delle modalità più diffuse) non verrebbe influenzata da questo, sia perché gli attivisti dei Paesi oppressi sono già spesso abituati ad usare “codici” per non farsi individuare dalle forze repressive.

  5. È molto facile bypassare l’eventuale censura locale di Twitter, lo suggerisce tra le righe Twitter stesso.
    Basta cambiare la nazione di provenienza tra le impostazioni (anche se si ha un diverso indirizzo IP).
    È così semplice che appare persino un regalo per chi è in pericolo di libertà d’espressione.
  6. Twitter segnalerà tutte le richieste di censura, la provenienza, le motivazioni in collaborazione con un’agenzia indipendente che monitora abitualmente questo tipo di attività su Internet.
    Se si teme qualche vera censura alla libertà di espressione basterà controllare il loro database ed eventualmente agire per rendre noto il caso e protestare.
    Mi sembra, in definitiva, uno sforzo di trasparenza persino superiore ad altri social network e concorrenti.

da leggere:


27
Jan 12

il #terremoto e la timeline di Twitter, video by @perugini

Nuova scossa di terremoto nel Nord Italia (5.1M), Twitter la segnala in tempo reale: la timeline si riempie subito di numerosissimi tweet e informazioni con hashtag #terremoto.

Come questa scossa è stata percepita dalle persone (tramite segnalazioni) secondo la mappa dall’U.S. Geological Survey:

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via Usgs

11
Jan 12

i viaggi e la nostalgia (i @reply altrove) visti da Twitter (via @leliosimi)

World travel and communications recorded on Twitter


9
Jan 12

le discussioni su Twitter e attendibilità giornalistica


27
Dec 11

un anno fa eravamo messi così: #sfiducia #berlusconi #manifestazione #studenti #bersani

il 14 dicembre 2010 mentre il Senato e la Camera votavano sulla sfiducia al Governo Berlusconi gli studenti manifestavano a Roma sotto i palazzi del potere.
Il flusso di messaggi su Twitter, la diretta audio dalla Camera di Radio Popolare Roma, il discorso di Bersani e le immagini in diretta streaming della manifestazione in piazza, tutto contemporaneamente sui nostri schermi.
Nuove modalità pervasive dell’informazione.