Varato il profilo della Federal Reserve USA su Twitter.
Bernanke cerca nuovi consensi proprio online?
Sono curioso di vedere il classico linguaggio dico-ma-non-dico declinato in 140 caratteri.
Posts Tagged: Twitter
15
Mar 12
il feed della Fed: la #FederalReserve disintermediata
6
Mar 12
i fake uccidono Fidel Castro su Twitter, e alcuni non colgono l’ironia
Twitter è percorso quotidianamente da voci, battute, provocazioni, assurdità e ogni tanto qualcuna di queste riesce a galleggiare, ingannare i più e diventare una bufala.
Ma è quasi sempre relativamente semplice, ancorché faticoso, risalire alla fonte e svelarla.
Diverso è il caso in cui sono i fake (profili fittizi creati per parodiare un personaggio, permessi da Twitter) ad annunciare una notizia.
È il caso della presunta (nuova) morte di Fidel Castro annunciata da un gruppo di fake tra cui quello del nostro Presidente Monti.
Il primo è stato quello del Ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos:
Poi un altro fake dello stesso:
Poi arriva il Commissario Europeo per l’Economia Olli Rehn:
Infine il nostro Mario Monti:
Sono tutti finti, è facile capirlo dal numero di tweet, dal numero di follower e la data recente di creazione (oltre che per altri colpi passati).
Eppure è bastata una foto “ufficiale”, un linguaggio istituzionale e una biografia copiata per accreditarli agli occhi di qualcuno e lasciare che il messaggio passasse in parte, almeno fino alle prime verifiche e filtri di altri online, e generando un Trending Topic su Twitter (altro fattore che tende ad accreditare una news, per quanto strampalata essa sia).
Sono delle boutade più o meno divertenti, sicuramente surreali, di cui bisognerebbe cogliere l’ironia fin dall’inizio (invece di lanciare strali e chiamare in causa la Polizia Postale), e infatti per molti diventa l’occasione per scatenarsi in battute sull’argomento.
Ma possono essere anche dei modi, da parte di qualcuno, per testare la diffusione della disinformazione, i suoi effetti e tempi e il grado di credulonità dei frequentatori su Twitter.
Bisogna dargli la giusta attenzione.
Certamente non è qualcosa che può essere trattata con un modello giornalistico tradizionale, considerando Twitter come se fosse un lancio d’agenzia, tra “ribattute”, “bufale” e punti interrogativi (manca solo il “è giallo”):
Forse proprio questo approccio rischia eventualmente di consolidare una “bufala”, di crearla involontariamente o comunque di non fare molta chiarezza ai più su cosa sia Twitter e a cosa possa servire.
17
Feb 12
Twitter inizia ad aprire i promoted tweets a tutti con American Express, bonus di 100$
Twitter accelera il programma di advertising della propria piattaforma.
Da fine Marzo sarà possibile per 10.000 piccoli e medi operatori acquistare promoted tweets (i tweet promozionali che si vedono negli stream sul sito) direttamente, senza passare dal reparto vendite.
Partner di questa iniziativa è American Express che fornirà anche un bonus di 100$ ai primi 10.000 possessori delle sue carte che da oggi si registreranno per questa iniziativa.
Twitter aveva già iniziato l’anno scorso una sperimentazione con un piccolo gruppo di 10 operatori ed è possibile che nei prossimi mesi ci sia un’apertura ancora maggiore e l’allargamento ad altri servizi di pagamento elettronico.
Questa prudenza a scalare l’iniziativa, che è cruciale per il fatturato di Twitter che potrebbe così arrivare a 260 mln$ quest’anno, corrisponde alla volontà da sempre di proporre advertising di qualità e tenere lontano gli spammer.
via AdAge
30
Jan 12
6 motivi per cui la nuova policy sulla censura di Twitter è un compromesso accettabile #twittercensorship
Non piace a nessuno la censura imposta dall’alto, tantomeno su Internet e sui Social Media.
Quindi dopo la pubblicazione del post di Twitter che annuncia l’introduzione di una censura “selettiva”, per nazione, in osservanza ad eventuali leggi o richieste locali si è diffuso il malcontento sulla piattaforma, portando alla proposta di uno sciopero dei tweet per il 28 gennaio (con poco seguito) o addirittura il passaggio ad altre piattaforme.
In realtà la mossa di Twitter dovrebbe essere vista come un compromesso accettabile per almeno 6 motivi:
- Twitter è un’azienda reale con sede negli USA e leggi con cui dover avere a che fare in ogni nazione.
La possibilità di dover cancellare dei contenuti (per esempio quelli pedo-pornografici) è richiesta ovunque, ed è già attiva, solo che ora un tweet viene censurato senza distinzione di lingua e nazione.
In alternativa ci sarebbe il rischio di cancellazione del servizio nei Paesi in cui ci fosse un conflitto legale.
Certo sarebbe molto bello avere una piattaforma simile a Twitter, con la stessa diffusione globale, sviluppo tecnico, potenza di server e connessioni, decentralizzata e senza controllo gerarchico ma non è certo quello che si può pretendere da un’azienda commerciale. - Uno dei timori più diffusi è che sia una mossa per poter sbarcare in Cina, dove le richieste di censura sono continue.
Oggi Twitter è ufficialmente bloccato in Cina ma con semplici accorgimenti è possibile usarlo ugualmente.
Ebbene è improbabile che Twitter arrivi in Cina.
Oggi viene preferito dai cinesi (attivisti e non) proprio perché permette di esprimersi in libertà, a differenza dei concorrenti locali, perché mai dovrebbe perdere questa sua specifica sottoponendosi al controllo di Pechino?
Se Twitter aprisse una sede in Cina che vantaggio avrebbero i cinesi a usarlo rispetto ai più diffusi Weibo?
Lo dice Ai Weiwei, celebre artista e dissidente cinese:
推若审查,我即停推。 RT @wenyunchao: @aiww 商人在商言商,道这东东,能像谷歌那样最好,不能也不能强求。@aiww艾未未 Ai Weiwei
Si può tradurre: “se Twitter introdurrà la censura in Cina io smetterò di usarlo”.
Ai Weiwei è un dissidente cinese sotto stretta sorveglianza che è stato anche imprigionato a lungo nel 2011.
Lui, come altri dissidenti, usa molto Twitter: da maggio 2009 ha collezionato più di 120.000 follower scrivendo quasi 67.000 tweet, praticamente tutti in cinese (quindi rivolgendosi ai propri concittadini).
Questo tweet è stato preso come un allarme da molti attivisti ma in realtà rappresenta una semplice constatazione causale.
Altro fattore importante, anche dal punto di vista commerciale il divario con i concorrenti laggiù è ormai insuperabile. - Twitter specifica che censurerà non dietro semplice richiesta di chiunque ma in rispetto a precise legislazioni locali e richieste ufficiali.
Questo esclude naturalmente i Paesi in cui la libertà d’espressione è così a rischio che coincide con l’impossibilità di esistere per lo stesso Twitter.
Il timore di molti è: e se cambiano le legislazioni dei paesi democratici mettendo a rischio la libertà d’espressione (come i recenti casi SOPA e PIPA)? In tal caso non credo ce la si debba prendere con Twitter ma con i rispettivi Governi. - La censura localizzata di un tweet, per lingua o nazione, permette di continuare a mostrare lo stesso tweet nelle altre lingue e avvisa chiaramente gli utenti censurati in questo modo:
D’altronde l’impatto eventuale di una censura di questo tipo per gli attivisti di un Paese in rivolta (ricordando ancora che Twitter non ha interesse a farlo per le dittature) sarebbe molto basso.
Sia perché gli attivisti si organizzano con più social network insieme (spesso Facebook per organizzarsi prima e Twitter per tenersi in collegamento durante le azioni), sia perché l’uso di Twitter per far conoscere la situazione al resto del mondo (una delle modalità più diffuse) non verrebbe influenzata da questo, sia perché gli attivisti dei Paesi oppressi sono già spesso abituati ad usare “codici” per non farsi individuare dalle forze repressive. - È molto facile bypassare l’eventuale censura locale di Twitter, lo suggerisce tra le righe Twitter stesso.
Basta cambiare la nazione di provenienza tra le impostazioni (anche se si ha un diverso indirizzo IP).
È così semplice che appare persino un regalo per chi è in pericolo di libertà d’espressione. - Twitter segnalerà tutte le richieste di censura, la provenienza, le motivazioni in collaborazione con un’agenzia indipendente che monitora abitualmente questo tipo di attività su Internet.
Se si teme qualche vera censura alla libertà di espressione basterà controllare il loro database ed eventualmente agire per rendre noto il caso e protestare.
Mi sembra, in definitiva, uno sforzo di trasparenza persino superiore ad altri social network e concorrenti.
da leggere:
27
Jan 12
il #terremoto e la timeline di Twitter, video by @perugini
Nuova scossa di terremoto nel Nord Italia (5.1M), Twitter la segnala in tempo reale: la timeline si riempie subito di numerosissimi tweet e informazioni con hashtag #terremoto.
Come questa scossa è stata percepita dalle persone (tramite segnalazioni) secondo la mappa dall’U.S. Geological Survey:












