C’è un filo diretto tra quello che ha detto Roberto Saviano a Zuccotti Park e l’idea di #OccupyScampia.
Non è una questione di metodo o strumenti.
Saviano a New York ha parlato degli affari delle mafie che influenzano la finanza e l’economia, il controllo assoluto del territorio non è altro che la base di tutto questo.
Ciò per cui lottano a New York ha la stessa natura di quello per cui bisognerebbe lottare a Napoli e altrove in Italia.
Secondo Il Mattino di Napoli i clan camorristici hanno deciso un vero e proprio coprifuoco sul territorio di Scampia, per motivi militari e per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine sulla loro guerra interna evitando eventuali omicidi involontari di gente comune (notizia smentita dalle forze dell’ordine, vedi aggiornamento Storify in basso).
I cittadini non ci stano e iniziano ad organizzarsi su Twitter per tentare di fare qualcosa di concreto, a partire dalla proposta online della deputata PD Pina Picierno e dallo sviluppo che sta avvenendo sui blog, su Facebook e su Twitter stesso, tra correzioni e aggregazioni: Continue reading →
Innanzitutto abbiamo chiesto ad Andrea in quale modo i manifestanti siano riusciti ad occupare un luogo così importante per l’economia mondiale senza un vero e proprio supporto politico o dei sindacati, utilizzando peraltro solo il proprio tempo libero. Andrea vede il movimento stesso come frutto delle aspettative che la campagna elettorale di Obama aveva creato, ma la sua singolarità è l’uso che è stato fatto dei social media e della comunicazione. [video]
La diversità di istanze e gruppi all’interno del movimento è stata considerata da molti un punto di debolezza, ma secondo Andrea è in realtà la sua vera forza, quello che veramente unisce i manifestanti. Naturalmente anche la cultura digitale, la crisi economica e la presenza del luogo simbolo Zuccotti Park hanno contribuito in varia misura, ma quella della coesistenza di anime diverse all’interno del movimento è una caratteristica molto americana, che rafforza le istanze invece di sfibrarle. [video]
Quella di OWS è quindi una conversazione sull’ineguaglianza che non ha obiettivi immediati, ma che sicuramente avrà degli sviluppi, ripercussioni ed echi nella campagna elettorale. Andrea ha spiegato inoltre il meccanismo che ha “drogato” la democrazia americana negli ultimi anni, lo stesso che ha portato alla deregolamentazione delle banche, con il conseguente potere di fare leverage e di impacchettare i titoli derivati che hanno poi portato alla crisi economica. [video]
Il movimento rimane quindi profondamente americano, relativamente indipendente dalle strumentalizzazioni politiche e sindacali, e in questo si distingue nettamente dai movimenti italiani. Si tratta di una conversazione divenuta ormai maggioritaria, e in quanto tale non più ignorabile. [video]
E’ difficile stabilire se un eventuale legame tra Occupy Wall Street e la Primavera Araba si sia effettivamente formato, ma i portavoce del movimento sostengono di aver raccolto molti messaggi e molti modi di comunicare da Piazza Tahrir, e di esserne stati molto influenzati. [video]
Abbiamo parlato anche del cambiamento di filosofia e visione che accompagna il passaggio del movimento da est a ovest, fenomeno ormai già in atto anche per una questione pratica, legata al clima rigido dell’inverno sulla East Coast. Infatti i nuovi epicentri del movimento sono Oakland e Portland, che così incorpora anime ancora più diversificate che a NY. [video]
Infine Andrea ha espresso la sua riflessione in merito a quello che sarà il peso delle istanze dei veterani all’interno del movimento e al futuro del movimento stesso nei prossimi mesi. [video]
Protestano da giorni, marciando e bloccando il traffico, in diverse città della Nigeria per la recente eliminazione di un sussidio che manteneva basso il prezzo dei carburanti.
La Nigeria è uno dei più grandi produttori mondiali di petrolio, primo importatore per gli Stati Uniti, ma i suoi cittadini non beneficiano di prezzi migliori e senza questo sussidio c’è stato già un aumento del 100%.
Inoltre la situazione di sfruttamento crea continuamente problemi alla salute e all’ambiente.
Anche oggi, in questo momento, i movimenti di protesta organizzati sono scesi in strada nelle principali località.
Nei giorni scorsi dopo duri scontri è stato anche ucciso almeno un manifestante, Muyideen Mustapha, da parte della polizia (anche se il Governo non lo ammette pubblicamente), in conseguenza anche di una legge locale che permette alle forze dell’ordine di sparare sull’uomo.