Posts Tagged: Cina


16
Apr 12

nuova stretta in Cina sui contenuti online non permessi dal Governo

Dal 1 aprile al 1 agosto è in atto in Cina la sospensione dei servizi per i domini non registrati e su temi considerati illegali come la pornografia, droga, scommesse e attività “contro-rivoluzionarie”.

fonte (EN)


4
Apr 12

sorveglia anche tu Ai Weiwei


L’ultima provocazione del grande artista e dissidente cinese Ai Weiwei è la possibilità di sorvegliarlo 24 ore su 24 attraverso 5 webcam nella sua casa/studio.
È evidente il riferimento alle misure di controllo e restrizione a cui è stato sottoposto (e come lui altri) dal governo cinese.
E non è casuale neanche l’avvio di questa iniziativa, ieri, nell’anniversario della sua sparizione ad opera della polizia cinese che ha tenuto il mondo in allarme per 81 giorni.

fonte (EN)


30
Mar 12

lavorare, mangiare, dormire: i sogni degli operai in Cina nel documentario #DreamworkChina #Foxconn

La Fair Labour Association, a cui ha recentemente aderito Apple, ha realizzato una ricerca sulle fabbriche Foxconn in Cina e ha trovato numerose violazioni degli standard previsti dall’associazione.
Contemporaneamente Tim Cook, l’erede di Steve Jobs alla Apple, uno dei maggiori clienti Foxconn, ha visitato personalmente la fabbrica di Zhengzhou.

Ma l’approfondimento su questi temi in Occidente non va molto oltre i discorsi sui suicidi di operai, le definizioni di “Fabbrica della Morte” o la sintesi in termini come “schiavi” mancando spesso di capire meglio la cultura cinese e la vera Rivoluzione Industriale che sta vivendo, strumentalizzando a volte queste notizie per il dibattito politico o all’interno di una visione ideologica.

Il documentario di Tommaso Facchin e Ivan Franceschini, girato a Shenzhen con gli operai della fabbrica Foxconn, restituisce un quadro più completo, ripieno di speranze, fatica, dolore e sogni della classe operaia moderna che sta nascendo in Cina.
E fa riflettere ancora una volta sul fatto che prima di saltare a qualsiasi conclusione è importante capire, capire, capire.
Ecco il cortometraggio estratto dalla loro opera.

Dreamwork China from Cineresie on Vimeo.


27
Mar 12

il manifestante tibetano che si dà alle fiamme per protesta contro la visita di Hu Jintao in India

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Un esule tibetano si è dato fuoco a Jantar Mantar, in India, due giorni prima della visita del Presidente cinese Hu Jintao, contro la quale si stava svolgendo una manifestazione.
Ha tentato di rifiutare ogni tipo di soccorso ed è in fin di vita.
Durante l’ultimo anno circa 30 tibetani hanno scelta questo tipo di protesta estrema contro l’oppressione cinese in Tibet.

per approfondire (EN)


30
Jan 12

6 motivi per cui la nuova policy sulla censura di Twitter è un compromesso accettabile #twittercensorship

Non piace a nessuno la censura imposta dall’alto, tantomeno su Internet e sui Social Media.
Quindi dopo la pubblicazione del post di Twitter che annuncia l’introduzione di una censura “selettiva”, per nazione, in osservanza ad eventuali leggi o richieste locali si è diffuso il malcontento sulla piattaforma, portando alla proposta di uno sciopero dei tweet per il 28 gennaio (con poco seguito) o addirittura il passaggio ad altre piattaforme.
In realtà la mossa di Twitter dovrebbe essere vista come un compromesso accettabile per almeno 6 motivi:

  1. Twitter è un’azienda reale con sede negli USA e leggi con cui dover avere a che fare in ogni nazione.
    La possibilità di dover cancellare dei contenuti (per esempio quelli pedo-pornografici) è richiesta ovunque, ed è già attiva, solo che ora un tweet viene censurato senza distinzione di  lingua e nazione.
    In alternativa ci sarebbe il rischio di cancellazione del servizio nei Paesi in cui ci fosse un conflitto legale.
    Certo sarebbe molto bello avere una piattaforma simile a Twitter, con la stessa diffusione globale, sviluppo tecnico, potenza di server e connessioni, decentralizzata e senza controllo gerarchico ma non è certo quello che si può pretendere da un’azienda commerciale.
  2. Uno dei timori più diffusi è che sia una mossa per poter sbarcare in Cina, dove le richieste di censura sono continue.
    Oggi Twitter è ufficialmente bloccato in Cina ma con semplici accorgimenti è possibile usarlo ugualmente.
    Ebbene è improbabile che Twitter arrivi in Cina.
    Oggi viene preferito dai cinesi (attivisti e non) proprio perché permette di esprimersi in libertà, a differenza dei concorrenti locali, perché mai dovrebbe perdere questa sua specifica sottoponendosi al controllo di Pechino?
    Se Twitter aprisse una sede in Cina che vantaggio avrebbero i cinesi a usarlo rispetto ai più diffusi Weibo?
    Lo dice Ai Weiwei, celebre artista e dissidente cinese:
    推若审查,我即停推。 RT @: @ 商人在商言商,道这东东,能像谷歌那样最好,不能也不能强求。
    @aiww
    艾未未 Ai Weiwei

    Si può tradurre: “se Twitter introdurrà la censura in Cina io smetterò di usarlo”.
    Ai Weiwei è un dissidente cinese sotto stretta sorveglianza che è stato anche imprigionato a lungo nel 2011.
    Lui, come altri dissidenti, usa molto Twitter: da maggio 2009 ha collezionato più di 120.000 follower scrivendo quasi 67.000 tweet, praticamente tutti in cinese (quindi rivolgendosi ai propri concittadini).
    Questo tweet è stato preso come un allarme da molti attivisti ma in realtà rappresenta una semplice constatazione causale.
    Altro fattore importante, anche dal punto di vista commerciale il divario con i concorrenti laggiù è ormai insuperabile.
  3.  Twitter specifica che censurerà non dietro semplice richiesta di chiunque ma in rispetto a precise legislazioni locali e richieste ufficiali.
    Questo esclude naturalmente i Paesi in cui la libertà d’espressione è così a rischio che coincide con l’impossibilità di esistere per lo stesso Twitter.
    Il timore di molti è: e se cambiano le legislazioni dei paesi democratici mettendo a rischio la libertà d’espressione (come i recenti casi SOPA e PIPA)? In tal caso non credo ce la si debba prendere con Twitter ma con i rispettivi Governi.
  4. La censura localizzata di un tweet, per lingua o nazione, permette di continuare a mostrare lo stesso tweet nelle altre lingue e avvisa chiaramente gli utenti censurati in  questo modo:

    Embedly Powered

    via Twimg

    D’altronde l’impatto eventuale di una censura di questo tipo per gli attivisti di un Paese in rivolta (ricordando ancora che Twitter non ha interesse a farlo per le dittature) sarebbe molto basso.
    Sia perché gli attivisti si organizzano con più social network insieme (spesso Facebook per organizzarsi prima e Twitter per tenersi in collegamento durante le azioni), sia perché l’uso di Twitter per far conoscere la situazione al resto del mondo (una delle modalità più diffuse) non verrebbe influenzata da questo, sia perché gli attivisti dei Paesi oppressi sono già spesso abituati ad usare “codici” per non farsi individuare dalle forze repressive.

  5. È molto facile bypassare l’eventuale censura locale di Twitter, lo suggerisce tra le righe Twitter stesso.
    Basta cambiare la nazione di provenienza tra le impostazioni (anche se si ha un diverso indirizzo IP).
    È così semplice che appare persino un regalo per chi è in pericolo di libertà d’espressione.
  6. Twitter segnalerà tutte le richieste di censura, la provenienza, le motivazioni in collaborazione con un’agenzia indipendente che monitora abitualmente questo tipo di attività su Internet.
    Se si teme qualche vera censura alla libertà di espressione basterà controllare il loro database ed eventualmente agire per rendre noto il caso e protestare.
    Mi sembra, in definitiva, uno sforzo di trasparenza persino superiore ad altri social network e concorrenti.

da leggere:


9
Dec 11

il drone USA color sabbia in mano agli iraniani

Domenica scorsa gli USA hanno perso un sofisticato aereo drone stealth RQ-170, di base a Kandahar in Afghanistan.
La NATO aveva confermato la perdita di un drone, fuori controllo sull’Iran orientale mentre era in missione sull’Afghanistan, gli USA aggiungevano di non essere riusciti a distruggerlo in tempo ma dubitavano di un suo ritrovamento dopo essere precipitato.
Invece oggi gli iraniani mostrano al mondo (guardate anche il video) il drone in loro possesso, complessivamente intatto, nessun segno di scontro, color sabbia, un esemplare che fa gola anche ai cinesi e di cui potrebbero presto entrare in possesso:

La cosa un po’ curiosa è che la flotta di “beast of Kandahar” (così viene soprannominato l’aereo) di stanza in Afghanistan ha una livrea grigio scura.
Ecco un’immagine presa dalla base di Kandahar e visibile al pubblico da tempo su siti web specializzati, come il forum di militaryphotos.net (le ha radunate defensetech)

Quasi sicuramente non è un modello finto, lo riconoscono gli esperti, ma come può un aereo decollare dipinto di grigio ed essere ritrovato color sabbia? e perché la differenza di colore proprio in quella missione?